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lunedì 15 settembre 2014

video presido No F35 Novara

Riceviamo e pubblichiamo un breve filmato sul presidio NO F-35 del 13 settembre, tenutosi a Novara, in solidarietà con la manifestazione a Capo Frasca - Sardegna.


 https://www.facebook.com/video.php?v=349400781894063

domenica 14 settembre 2014

FOTO manifestazioni in Italia di ieri

Pubblichiamo alcune foto delle manifestazioni che si sono tenute ieri in Italia per dire no alle servitù militari, no agli M346 a Israele, no ad ogni fabbrica bellica, no alle esercitazioni militari, in solidarietà alla Sardegna occcupata militarmente!

13/09/2014 Caselle (Torino)


 13/09/2014 Capo Frasca, Sardegna.


 13/09/2014 Varese



Bologna 13/09/2014


Articolo sulla manifestazione di ieri contro gli M346 a Israele, contro le servitù militari

Di seguito pubblichiamo l'articolo di varesenews, in merito alla manifestazione che si è tenuta ieri a Varese (come in altre città italiane), in solidarietà alla Sardegna, per dire No alle servitù militari, no agli M346 ad Israele, no a tutte le armi e a tutte le guerre, no alle fabbriche belliche!


"Non vendete gli M346 a Israele"

Il Comitato varesino per la Palestina ha protestato in piazza XX Settembre contro le forniture di armi dell'Italia ai popoli in guerra. «C'è troppa indifferenza sulla sofferenza dei palestinesi» 

«Questa città è sempre meno sensibile al dramma del popolo palestinese». Filippo Bianchetti, portavoce del Comitato varesino per la Palestina, è in piazza XX settembre con gli altri attivisti per unirsi alla giornata di protesta contro la guerra e denunciare l'indifferenza nei confronti di un conflitto che ha già provocato 2.250 morti tra i palestinesi.
«L'informazione - continua Bianchetti - è tutta spostata su Israele, come se in gioco ci fosse
solo l'esistenza di quello stato, ma il problema è un altro e ci riguarda molto da vicino.  Le conseguenze sono ancora più drammatiche rispetto all'operazione "piombo fuso"  che comunque provocò 1.500 morti tra i civili palestinesi».
Il Comitato protesta contro la vendita di armamenti da parte dell'Italia che tocca da vicino anche la provincia di Varese, perché gli M346, aerei addestratori prodotti dall'Alenia- Aermacchi a Venegono Supeirore vengono venduti anche agli israeliani. «Ci vuole un embargo generale delle forniture di armi ad Israele - continua Bianchetti - perché non rispetta le risoluzioni dell'Onu. Quindi chiediamo che i 30 caccia non vengano consegnati all'aeronautica di quel paese».
La questione è delicata anche sul piano delle relazioni interne soprattutto con il sindacato confederale provinciale.  «Viviamo una sorta di schizofrenia - conclude Bianchetti-. A Varese il sindacato plaude alla vendita di quegli aerei, come se quelle forniture non avessero conseguenze, mentre a livello nazionale, ad esempio la Fiom, ha una posizione contraria. Stesso discorso vale per la sinistra, troppo impegnata a fare dei distinguo e a ricercare un equilibrio inesistente in questo dramma. Bisogna uscire da questa situazione e riconoscere che esiste un piano etico che non può' sottostare a certe logiche».


mercoledì 10 settembre 2014

Sabato 13 settembre MANIFESTAZIONI per dire NO ALL'OCCUPAZIONE MILITARE DELLA SARDEGNA

Sabato 13 settembre MANIFESTAZIONI in varie parti d'Italia, per dire NO ALL'OCCUPAZIONE MILITARE DELLA SARDEGNA, no alle guerre, no alle armi, no alle basi militari in italia, perchè noi ripudiamo la guerra!

 Oltre alla manifestazione Nazionale in SARDEGNA: https://www.facebook.com/events/786429511377063/?fref=ts
 



si scenderà in Piazza anche:

A PALERMO: https://www.facebook.com/events/1467675810161596/

A VARESE: https://www.facebook.com/events/686515981434687/?ref=22

A NOVARA: https://www.facebook.com/events/1507412416164960/?source=1

A MASSA: https://www.facebook.com/events/299367763588198

A PORDENONE: http://www.casadelpopolo.org/incontri-pubblici/per-la-pace-e-i-diritti-del-popolo-palestinese-sabato-13-settembre-catena-umana-a-pordenone/


ATTENZIONE! La manifestazione di VARESE si terrà in Piazza XX Settembre, non più in Piazza del Podestà!






Anche Torino si aggiunge alle varie manifestazioni in Italia:

SABATO 13 dalle ore 16,00 a CASELLE (TO) in Piazza Boschiassi

PRESIDIO ANTIMILITARISTA

CONTRO l’occupazione militare del territorio
CONTRO le produzioni di morte
CONTRO la cooperazione tra Italia e Israele

Il presidio è parte della mobilitazione contemporanea in varie città italiane, in collegamento con la manifestazione nazionale MANIFESTADA NATZIONALE CONTRA A S'OCUPATZIONE MILITARE DE SA SARDINIA che si terrà alle 16,30 di fronte al Poligono Militare di capo Frasca in Sardegna.

Assemblea Beit Filastin Torino

Info: baitfilastin.torino@gmail.com facebook: Beit Filastin Torino

martedì 9 settembre 2014

VARESE sabato 13 settembre PRESIDIO CONTRO GUERRE, ARMI, BASI MILITARI E DISINFORMAZIONE



Il Comitato NO-M346 ad Israele (della provincia di Varese) ed il Comitato varesino per la Palestina

In risposta all’ ennesimo massacro di palestinesi rinchiusi a Gaza e pressoché indifesi, compiuto da Israele col consenso della grande maggioranza dei suoi cittadini  nel silenzio internazionale e con la connivenza o l’aperta complicità di molti governi, fra cui quello italiano in prima fila,  in sintonia con l’ appello:

Lanciamo un appello a tutte le realtà che in Italia lottano contro la presenza delle basi di guerra e lo sfruttamento del territorio per attività connesse con l’aggressione ad altri popoli, affinché sia data visibilità e risonanza alla manifestazione con altre iniziative pubbliche in concomitanza, a sostegno della manifestazione del 13 settembre a Capo Frasca in Sardegna e in sinergia con i movimenti che operano nei diversi contesti locali”, diffuso dall’ Associazione Amicizia Sardegna Palestina, dal gruppo BDS Sardegna e dall’ UDAP – Unione Democratica Arabo-Palestinese (https://www.facebook.com/events/786429511377063/?ref=22 )



Ivitano tutti ad unirsi alla pubblica protesta che si terrà SABATO 13 SETTEMBRE anche A VARESE 
(come in diverse citttà italiane) 
DALLE ORE 15 ALLE 19, IN PIAZZA XX SETTEMBRE


·        in opposizione a tutte le armi e tutte le guerre,  ed a tutti gli abusi del territorio per  le servitù militari, le  basi  e le aziende belliche;
·        in opposizione alla disinformazione ed all’ abuso delle coscienze su questi temi
·        contro le consegne dei 30 caccia M346 Alenia-Aermacchi ad Israele (il terzo velivolo sarà consegnato in settembre)
·        contro le esercitazioni militari di Israele in Sardegna , in settembre
·        contro ogni accordo di cooperazione italo-israeliano, specie in ambito militare
·        per un embargo generale delle forniture di armi ad Israele, stato che non osserva le risoluzioni ONU, stato dotato di armi nucleari senza aver mai firmato i trattati   internazionali, stato perennemente in guerra
·        per il boicottaggio dell'economia israeliana, sulla base delle indicazioni BDS (www.bdsitalia.org )

mercoledì 3 settembre 2014

ALLA PROCURA DELLA REPUBBLICA PRESSO IL TRIBUNALE DI VARESE. ESPOSTO-DENUNCIA


Noi, sottoscritti, Ugo Giannangeli, nato a Roma il 23/7/1949, residente a Veniano, via Fontanelle, 38;  Filippo Bianchetti, nato a Bolzano il 27/11/1952, residente a Varese, viale Dandolo 29; Fiorella Gazzetta, nata a Varese il 4/10/1955, residente a Varese, viale  Dandolo 29; Marco Varasio, nato a Sant’Angelo Lodigiano il 18/2/1987, residente a Milano, via Cadore 29; Giuseppe Orlandi, nato a Empoli il 17/2/1946, residente a Varese, via Aurora 4,  in proprio e quali membri delle associazioni “ Comitato No M346 ad Israele”, “ Comitato Varesino per la Palestina” , “ Forum contro la guerra”, rete BDS Italia ( Boicottaggio, Disinvestimenti, Sanzioni verso Israele) , esponiamo quanto segue.
La legge 9/7/1990 n. 185 contenente norme sul controllo dell’esportazione, importazione e transito dei materiali di armamento all’art. 1 prevede, tra l’altro, il divieto della esportazione verso Paesi in stato di conflitto armato, verso Paesi la cui politica contrasti con i principi dell’art. 11 della Costituzione e verso Paesi i cui governi sono responsabili di gravi violazioni delle convenzioni internazionali in materia di diritti umani, accertate dai competenti organi delle Nazioni Unite, dell’UE o del Consiglio d’Europa.
Nonostante questa chiara dizione il governo italiano in data 17/5/2005 ha sottoscritto un accordo di cooperazione militare con lo stato di Israele.
In particolare l’Alenia Aermacchi, azienda del gruppo Finmeccanica, con sede a Venegono superiore, ha concluso in data 19/7/2012 un accordo per la vendita ad Israele di 30 aerei M346.
Gli aerei M346 sono usualmente definiti “ addestratori” perché utilizzati per addestrare i piloti all’uso degli F35, ma, in realtà, con semplici interventi di armamento, sono anche utilizzabili come cacciabombardieri.
Rientrano, pertanto, nella categoria degli armamenti di cui all’art. 2 lettera g) L.185/90.
Israele è uno stato che, dal suo nascere nel 1948, ha continuamente affrontato conflitti armati con gli stati arabi confinanti, occupa illegalmente i Territori palestinesi e disattende metodicamente le risoluzioni ONU che gli intimano, tra l’altro, il ritiro dai Territori Occupati e il rispetto del diritto umanitario.
E’ stato accertato che Israele ha commesso ripetutamente crimini di guerra e contro l’umanità e quotidianamente viola il diritto umanitario e la normativa a tutela della popolazione  sotto occupazione ( convenzioni de L’Aja e di Ginevra).
Limitandoci agli ultimi anni, la responsabilità di Israele è stata accertata dal rapporto della Missione di inchiesta delle Nazioni Unite presieduta dal giudice Goldstone in relazione alla “guerra” contro la popolazione di Gaza denominata “ Piombo fuso” del Dicembre 2008/Gennaio 2009 ( oltre 1400 uccisi, di cui oltre 300 bambini, migliaia di feriti, distrutte case, scuole, ospedali). Il rapporto Goldstone è stato fatto proprio anche dal Parlamento europeo il 10/3/2010.
Amnesty International ha accertato crimini di guerra e contro l’umanità commessi da Israele nell’ambito della “guerra” contro Gaza nel Novembre 2012 che ha ucciso oltre 200 Palestinesi ( “operazione Pilastro di difesa”, rapporto di Amnesty del 2013).
Il rapporto di una ulteriore indipendente organizzazione internazionale, Human Rights Watch, accerta e denuncia la quotidiana violazione del diritto umanitario nei T.O. ( rapporto del 2010). Solo a titolo esemplificativo: incarcerazione indiscriminata senza capo di accusa e quindi senza possibilità di difesa, continuamente prorogabile ( c.d. detenzione amministrativa); abbattimento di case, scuole, piantagioni (soprattutto oliveti); sottrazione di risorse idriche; diniego di concessioni edilizie; espansione coloniale nei Territori destinati allo stato di Palestina ; limitazione del diritto di libera circolazione attraverso centinaia di check points, by pass roads, per non dire del muro c.d. dell’apartheid; confisca di terre; una complessa normativa volta a discriminare la popolazione non ebraica.
Per quanto attiene, invece, alle condotte tenute in occasione delle guerre, i rapporti sopra citati denunciano gli attacchi deliberati contro i civili e contro obiettivi non militari (scuole, ospedali, autoambulanze); l’uso deliberatamente sproporzionato della forza per colpire la popolazione civile; l’uso dei civili come scudi umani; le detenzioni illegali di civili; la punizione collettiva della popolazione; la deliberata distruzione delle fondamenta della vita civile.
Si può concludere, pertanto, che Israele rientra ampiamente, per più titoli, nel campo dei Paesi cui dovrebbe essere inibita la vendita di armamenti ex art. 1 L. 185/90.
In palese violazione della normativa, invece, l’Alenia Aermacchi ha stipulato il contratto di cui si è detto e in data 9 luglio 2014, a guerra iniziata, ha consegnato i primi due aerei che sono decollati alla volta della base israeliana di Hatzerim.
A guerra iniziata perché dall’8 Luglio 2014 è in corso,infatti, come è noto, un ennesimo massiccio attacco contro la popolazione di Gaza (c.d. “Margine difensivo”), che già ora ha superato la violenza distruttiva di “ Piombo fuso”. Già oggi la popolazione di Gaza ( oltre 1.700.000 persone con la più alta densità abitativa del mondo) è senza acqua, senza energia elettrica, senza rifornimenti di viveri e medicine, in un territorio devastato dai bombardamenti aerei prima e dall’attacco di terra dopo. Mentre scriviamo gli uccisi sono oltre 1800 ( 86% civili), di cui circa 350 bambini ( dati UNICEF), migliaia i feriti, centinaia di migliaia gli sfollati. Tutto è voluto e preordinato: è stato affermato che è in fase di attuazione la c.d. dottrina Dahiya che teorizza l’uso sproporzionato della forza per infliggere sofferenza alla popolazione al fine di conseguire obiettivi politici. E’ esattamente l’antitesi del diritto umanitario internazionale.
Il 23/7/2014 è intervenuta una risoluzione del Consiglio dei diritti umani dell’ONU che ha riconosciuto che è in corso un conflitto tra parti non uguali e che le azioni non sono tra loro comparabili; ha condannato le operazioni militari israeliane poste in essere sin dal 13/6/2014 nei Territori Occupati; ha denunciato la violazione del diritto umanitario da parte di Israele; ha ricordato ad Israele gli obblighi del Paese occupante; ha intimato l’immediata  cessazione dell’offensiva e ha istituito una Commissione di inchiesta. La risoluzione, come tutte le precedenti dal 1948 ad oggi, è rimasta disattesa.
E’ assolutamente certo che la Commissione, se e quando potrà essere operativa, accerterà anche in questo caso la commissione di crimini di guerra e contro l’umanità da parte di Israele, così come avvenuto col rapporto Goldstone per una strage di dimensioni ridotte rispetto alla attuale : il numero degli uccisi è già superiore, anche se mancano al conteggio tutti i feriti che moriranno per l’impossibilità di cure e tutti i cadaveri ancora sepolti sotto le macerie; per quanto riguarda la distruzione di immobili, in questa occasione, oltre a case, scuole ( anche dell’ONU) e ospedali, sono stati distrutti orfanotrofi e l’unica centrale elettrica della Striscia.
Nello stesso giorno della risoluzione ONU la ministra della difesa Pinotti, rispondendo, per conto della ministra per gli affari esteri Mogherini, ad una interrogazione parlamentare sulla palese violazione della legge n. 185/90 da parte del governo attraverso la fornitura di armamenti ad Israele, di fatto eludeva la domanda.
                                                      ******
Alla luce di quanto esposto ci chiediamo come sia stato possibile autorizzare e non sospendere la consegna dei primi aerei a strage in corso.
E’ verosimile che questi aerei siano attualmente operativi sul cielo di Gaza; in tal caso il governo italiano che ha autorizzato la consegna è divenuto  complice della strage in atto, avendola favorita ed agevolata con la fornitura di ulteriore armamento, una vera e propria ipotesi di concorso.
Vi è una sola alternativa  ipotizzabile : che l’Alenia Aermacchi, consapevole della gravità della situazione e quindi del rischio di vedersi negare l’autorizzazione dai competenti ministeri, non l’abbia richiesta. Si attenuerebbe così la responsabilità del governo ma l’Alenia incorrerebbe in pieno nelle ipotesi di responsabilità penale di cui agli artt. 23 e seguenti della L.185/90.
Gli accertamenti che ci accingiamo a chiedere potranno anche verificare il ruolo nella vicenda di Unicredit, l’Istituto bancario che finanzia l’operazione.
La “Dichiarazione per il settore della difesa” dell’Unicredit recita che questo istituto può operare solo in Paesi che ottemperano ai principali Trattati e alle principali convenzioni internazionali. Poiché la “Dichiarazione” di Unicredit fa riferimento anche alle armi nucleari, appare opportuno aggiungere e ricordare che Israele, pur detenendo un imponente armamentario nucleare  (come ha denunciato a sue spese  Vanunu!) non ha sottoscritto il trattato di non proliferazione delle armi atomiche ( coerentemente con la negazione di possederne). C’è da chiedersi, allora, come mai Israele si sia così allarmato quando un razzo è caduto nei pressi della base nucleare di Dimona.

                                                 *******

Per le esposte ragioni, i sottoscritti chiedono che la Procura della Repubblica competente ( allo stato riteniamo competente quella di Varese in base alla dislocazione a Venegono Superiore della fabbrica Alenia Aermacchi da dove sono decollati gli aerei) voglia accertare:
-se  Alenia Aermacchi ha chiesto l’autorizzazione ai ministeri competenti per la consegna dei due aerei
-in caso affermativo, come sia stato possibile concedere l’autorizzazione con l’azione militare in atto a Gaza e se l’autorizzazione non sia stata ottenuta con mezzi illeciti, anche alla luce delle precedenti indagini della Procura di Busto Arsizio che hanno coinvolto Finmeccanica e Agusta Westland per ipotesi di corruzione
-in caso negativo, vorrà il magistrato valutare se procedere nei confronti della Alenia Aermacchi e dei suoi responsabili in relazione alle fattispecie di cui agli artt. 23 e seguenti L.185/90 ( falsità di atti e commercio non autorizzato).

Si formula espressa richiesta di avviso ex art. 408 c.p.p. nella denegata ipotesi di richiesta di archiviazione.
Nominiamo difensore l’Avv. Marco Lacchin del foro di Varese, con studio in Varese, via Magatti 2

Si allegano i seguenti documenti:
1)    Notizia della firma dell’accordo 19/7/2012 tratta dal sito del ministero della difesa
2)     Notizia della consegna dei primi due velivoli tratta dal sito della Alenia Aermacchi
3)     Attestazione della autorizzazione ad  Unicredit a corrispondere un finanziamento di  469,2 milioni per la fornitura di 30 velivoli M346 ad Israele  tratta dal sito di Unicredit
4)     Risoluzione del Consiglio per i diritti umani del 23/7/2014 tratta dal sito ONU.

Varese, 4 Agosto 2014

Ugo Giannangeli  
                                                         
Filippo Bianchetti
                                                         
Fiorella Gazzetta                                                           

Marco Varasio

Giuseppe Orlandi

giovedì 17 luglio 2014

Articolo de "La Settimana" su manifestazione del 28 giugno NO M 346 a Israele

Pubblichiamo l'articolo de "La Settimana" in merito alla maniefestazione svoltasi il 28 giungo a Venegono, contro la consegna degli M 346 a Israele.

Due velivoli sono stati già consegnati allo Stato israeliano, dopo che Israele aveva già dato inizio all'attacco militare su Gaza.  
Le vittime palestinesi sono, ad oggi, oltre 200 di cui l'80% civili ed il 20% bambini (dati ONU). I feriti sono oltre 1500.  Ieri i giornali hanno dato notizia della prima vittima da parte israeliana.


"La Settimana", 4 luglio 2014 (per vedere l'articolo a dimensioni originali, clicca sull'immagine)




Petizione popolare - Revoca dell'accordo di cooperazione militare Italia-Israele e blocco della consegna degli M346

Riceviamo e pubblichiamo:

Revoca dell'accordo di cooperazione militare Italia-Israele e blocco della consegna degli M346
Petizione popolare
Al Presidente del Consiglio dei Ministri
Al Ministro della Difesa
Al Ministro degli Esteri

- viste le ultime operazioni militari del Governo Israeliano in Cisgiordania e Gaza che hanno portato distruzione e morte tra i civili, anche bambini, creato senza casa, distrutto infrastrutture vitali e provocato danni economici notevoli
- vista la reazione spropositata del Governo di Israele con rastrellamenti, "arresti" di oltre 500 Palestinesi, tra cui 11 parlamentari, invasioni e bombardamenti in seguito alla presunta cattura di 3 giovani coloni israeliani giovedì 12 giugno
- viste le continue aggressioni militari subite dalla popolazione palestinese con la morte di numerosi civili, tra cui molti bambini, a Gaza e in Cisgiordania, aggressioni subite anche da parlamentari eletti democraticamente e ministri componenti dell’attuale governo, alcuni ancora in stato di arresto
- visto il regime di occupazione militare a cui sono sottoposti i cittadini palestinesi di Gaza e Cisgiordania che vedono quotidianamente annientati i loro diritti civili più elementari 
- visto l’utilizzo da parte di Israele di armi vietate dal diritto internazionale come denunciato dall’Human Right Watch
- visto che Israele non aderisce al trattato di non proliferazione atomica ed è una potenza nucleare non dichiarata, l’unica del Medio Oriente 
- visto che Israele viola le convenzioni di Ginevra, come ha dichiarato anche la Croce Rossa Internazionale
- visto che Israele non ha rispettato le decisioni della Comunità Internazionale, in particolare le numerose risoluzioni dell’ONU dal 1947 in poi
- visto che Israele continua impunemente la costruzione del muro nonostante la condanna della Corte di Giustizia dell’AIA

Chiediamo al Governo Italiano di:

- Revocare l’accordo di Cooperazione Militare tra Italia e Israele siglato dal Governo Berlusconi nel maggio 2005, accordo che ha già consentito più esercitazioni militari congiunte Italia- Israele, (1) dell'aviazione 2010 e 2011nel sud della Sardegna e nel deserto del Negev, da cui Israele aveva pianificato la deportazione delle popolazioni locali.(2) Proseguite nel 2013 (3) 

- Bloccare la fornitura di armi ed in particolare degli M346 ad Israele, assieme ad ogni forma di collaborazione militare


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telefono, cellulare, e-mail

Indirizzo
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sabato 28 giugno 2014

ARTICOLO DI VARESENEWS sulla manifestazione contro gli M346 ad Israele

Venegono Inferiore

Pacifisti in marcia: “Basta vendere strumenti di morte"         

Hanno sfilato intorno alla Alenia Aermacchi per contestare la vendita di 30 aerei ad Israele. “Non possiamo più stare a guardare, riconvertite la fabbrica”, dicono 


Si sono ritrovati in un centinaio, sfidando il maltempo, per gridare il proprio no alla guerra. «Non possiamo permettere che Alenia Aermacchi continui a vendere strumenti di morte -dicono i manifestanti- e proprio per questo urliamo la nostra contrarietà agli aerei che nei prossimi mesi saranno consegnati ad Israele».
Perchè è proprio questo che i pacifisti che hanno camminato tra Venegono Superiore e Inferiore, contestano da molto tempo a questa parte. La prima volta che sono scesi in piazza era il 13 ottobre 2012 ma se in quell'occasione si contestava la produzione, ora è la consegna degli M346 a provocare le proteste.
E poco consola i manifestanti che questa particolare tipologia di velivolo sia solo per gli addestramenti: «Su questi aerei si possono anche installare bombe -dicono i manifestanti- e comunque servono per addestrare piloti ad utilizzare mezzi ben più temibili e pericolosi». Il timore, tra l'altro, è che questi mezzi possano essere utilizzati contro i palestinesi «che in questo periodo stanno vivendo periodi molto bui». Il corteo coglie anche l'occasione per ricodare che nella ricerca di 3 giovani coloni della Cisgiordania «sono state arrestate 576 persone e uccise 13, nel totale silenzio della comunità internazionale».
Sfilando davanti alle recinzioni di Alenia Aermacchi, massicciamente presidiate dalle forze dell'ordine, i manifestanti hanno nuovamente gridato il loro invito a «convertire la produzione di questa fabbrica in strumenti che non generino né morte né distruzione».
Ecco, in questo video, la spiegazione del senso della marcia.
28/06/2014
mar.co.

Qui il video: http://www3.varesenews.it/tv/index.php?vid=7855




giovedì 26 giugno 2014

intervista per manifestazione NO M346 su RADIO BLACKOUT

Armi a Israele: Aermacchi M346 in formazione da combattimento

Nascoste  sotto le ali dei jet M346 sono occultate molteplici storture: dal sostegno alla colonizzazione e all’apartheid israeliano, alla esportazione di armi a paesi in conflitto o che violano i diritti umani, ad accordi capestro per i contribuenti italiani (Aermacchi vende a Israele, ottenendo il proprio tornaconto, ma solo se il governo italiano acquista altre armi da Israele per un corrispettivo doppio).
Gli M346 servono anche per addestramento per i piloti degli F35, ma pure questi più piccoli aerei verranno armati con missili e bombe da una ditta torinese. Anche il frusto argomento della ricaduta occupazionale non regge, visti i pochissimi posti assicurati da queste commesse.
Il comitato “No M346 a Israele” ha organizzato una due giorni per sabato e domenica a Venegono (Varese): sabato alle 14 presidio seguito da corteo alle 15; domenica dalle 9,30 alle 13 assemblea del forum contro la guerra… ma Filippo nel podcast aggiunge molte più informazioni e analisi, ascoltatelo:

http://radioblackout.org/2014/06/armi-a-israele-aermacchi-m346-in-formazione-da-combattimento/



mercoledì 25 giugno 2014

INFO e PROGRAMMA per sabato 28 GIUGNO: NO M346 AD ISRAELE! NO GUERRE!

Di seguito, pubblichiamo alcune informazioni per la manifestazione di sabato 28 Giugno contro la consegna degli M346 ad Israele! Contro tutte le guerre e ciò che le rende possibili!

Per maggiori info e adesioni: forum.no.guerra@gmail.com

FB:  https://www.facebook.com/events/644968562255796/

Lista adesioni:  http://nessunm346xisraele.blogspot.it/2014/06/adesioni-manifestazione-del-28-giugno.html


Per scaricare e diffondere il volantino:

(Fronte) http://i295.photobucket.com/albums/mm144/riot_vale/aermacchicopia-1.jpg
 
(Retro) http://i295.photobucket.com/albums/mm144/riot_vale/aermacchiretrocopia.jpg



PROGRAMMA MANIFESTAZIONE:

ORE 14.00: PRESIDIO  a Venegono Inferiore (VA) incrocio via Varesina - via   Pellico, davanti alla chiesa di Loreto.

ORE 15.00: PARTENZA CORTEO da Venegono Inferiore a Venegono Superiore (VA).

ORE 18.00: FINE CORTEO davanti al Municipio di Venegono Superiore (VA), dove ci saranno le comunicazioni finali.



La manifestazione sarà pacifica e ricca di contenuti. 

Portate molte bandiere per la Pace e della Palestina.




INFO PER ARRIVARE/RIPARTIRE:



In auto: Da Milano: Autostrada A8 Milano-Varese, uscita Gallarate poi SP12 per Tradate e SS233 per Venegono Inf.; da Varese: SS233, da Como: SS342, a Binago prendere per Venegono Inf.; da Saronno SS233 per Venegono Inf.; da Novara: SS341 poi prendere per Castano primo, Busto e infine per Venegono Inf..



In treno, per arrivare (TRENORD): Da Milano Cadorna: direzione Laveno Mombello. Da Como, Novara o Malpensa: cambio a Saronno, poi direzione Laveno Mombello. Scendere alla stazione di Venegono Inferiore. Da Varese scendere a Venegono Inferiore.  



In treno, per ripartire: Stazione di Venegono Superiore (Trenord, Via Edmondo De Amicis) direzione Saronno, poi verso Milano Cadorna, Como, Novara o Malpensa. O verso Varese.
 

POSSIBILI AREE DI PARCHEGGIO:

Le aree indicate mettono a disposizione un numero comunque limitato di posti auto



Via dei Tigli (Castiglione Olona) a 300 m dal luogo del presidio

Lungo la via Varesina (via Kennedy – Venegono Inf.) a 100 m dal luogo del presidio

Via Silvio Pellico – angolo caduti di Nassiria (Venegono Inf.), lungo il percorso del corteo

Davanti alla stazione Trenord di Venegono Inferiore, lungo il percorso del corteo

A fianco del Cimitero, piazza Aldo Moro (Venegono Inferiore), lungo il percorso del corteo

Via Deledda, angolo via , davanti a Mazzucchelli (Venegono Inferiore), a 200 m dal percorso

Dietro il Municipio di Venegono Inferiore (a tempo), via Mauceri, lungo il percorso del corteo

Parcheggio coperto di via Mauceri (Venegono Inferiore), lungo il percorso del corteo

Parcheggio di fianco alla chiesa di Venegono Inf., via Pirandello, a 100 m dal percorso

Parcheggio alla tensostruttura di Venegono Inf., via Ciro Menotti, a 200 m dal percorso

A fianco del Cimitero di Venegono Superiore, via Giulio Cesare, lungo il percorso del corteo

Lungo la via S. Rocco a Venegono Superiore, a 100 m dal punto di arrivo del Corteo

Lungo la via Streccia, a Venegono Superiore, a 2-300 m dal punto di arrivo del Corteo

Parcheggio davanti al Campo sportivo di Venegono Superiore, via Monte Nero, a 300 m dal punto di arrivo del Corteo